Una poesia per ricordare l'Olocausto
E’ giorno e poi è notte,
ma difficile è rendersene conto.
Il filo spinato
circonda uno sciame
di lugubri pensieri,
che sostano un poco nel capo
e volano, si disperdono
come la bocca del camino
svuota lo stomaco suo delle ceneri.
L’occhio di un giovincello
ti sorprende,
mentre aspetti di saper se sarai
vittima o miracolato.
La giallognola luce accompagna
qualche incubo
portato a volo da un messo infernale,
sempre che tu possa dormire, ebreo.
La purga è terminata da anni,
ma dura per sempre.
E ancora oggi
che vivi nel vento
ignori
il perché la gente voglia
dimenticare.
ma difficile è rendersene conto.
Il filo spinato
circonda uno sciame
di lugubri pensieri,
che sostano un poco nel capo
e volano, si disperdono
come la bocca del camino
svuota lo stomaco suo delle ceneri.
L’occhio di un giovincello
ti sorprende,
mentre aspetti di saper se sarai
vittima o miracolato.
La giallognola luce accompagna
qualche incubo
portato a volo da un messo infernale,
sempre che tu possa dormire, ebreo.
La purga è terminata da anni,
ma dura per sempre.
E ancora oggi
che vivi nel vento
ignori
il perché la gente voglia
dimenticare.
3 Comments:
At 5:48 AM,
Cinzia Coratelli said…
Più che triste è amara molto bello il finale!!!
At 8:49 AM,
kimal73 said…
Grazie. Leon è uno dei primi che ho scritto. Kiù mi piace dippiù :)
At 11:44 PM,
MAR said…
MUY LINDO
BESOS PARA TI.
MAR
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